✴ Mesopotamia e Levante

Gli amuleti d'argento di Ketef Hinnom e la benedizione sacerdotale

I due rotolini d'argento di Ketef Hinnom a Gerusalemme: amuleti funerari con un testo molto vicino alla benedizione sacerdotale di Numeri 6.

Nel 1979, durante uno scavo su un pendio a sud-ovest della città vecchia di Gerusalemme, l'archeologo Gabriel Barkay e la sua squadra trovarono in una tomba scavata nella roccia due oggetti minuscoli: due rotolini d'argento, arrotolati strettamente come piccoli cilindri. Ci vollero anni di lavoro per srotolarli senza distruggerli. Quando finalmente i testi incisi poterono essere letti, si scoprì che contenevano parole molto vicine a uno dei passi più noti della Bibbia ebraica: la benedizione sacerdotale.

Il luogo della scoperta

Il sito si chiama Ketef Hinnom, «la spalla di Hinnom», perché si trova sopra la valle di Hinnom, che delimita Gerusalemme a sud e a ovest. Sul pendio si aprono diverse tombe a camera del periodo del Primo Tempio, con banchine scavate nella roccia per deporre i defunti e un vano dove venivano raccolte le ossa e gli oggetti delle sepolture precedenti.

Fu proprio in uno di questi depositi, rimasto intatto perché il soffitto era crollato e lo aveva protetto dai saccheggi, che emersero i due rotolini insieme a ceramiche, gioielli e altri oggetti.

Due piccoli rotoli

I due oggetti sono convenzionalmente chiamati Ketef Hinnom I e Ketef Hinnom II. Sono sottili lamine d'argento, larghe pochi centimetri, incise con una punta sottile e poi arrotolate. Probabilmente venivano portate al collo, infilate in un cordoncino, come amuleti personali.

Caratteristica Descrizione
Materiale lamina d'argento
Forma rotolino da portare al collo
Scrittura alfabeto paleoebraico
Contenuto formule di benedizione e protezione
Contesto deposito funerario in una tomba a camera

Che cosa dicono

Il testo è molto consumato e la lettura di alcune righe resta incerta. Ma in entrambi i rotolini si riconosce una formula molto simile alla benedizione sacerdotale del libro dei Numeri (capitolo 6), che nella Bibbia Dio affida ad Aronne e ai suoi figli perché benedicano Israele:

  1. il Signore ti benedica e ti custodisca;
  2. il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio;
  3. il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace.

Le versioni dei rotolini sono più brevi e non coincidono parola per parola con il testo biblico, ma la somiglianza è evidente. Accanto alla benedizione compaiono espressioni che parlano di protezione dal male: il nome divino viene invocato come difesa per chi porta l'amuleto.

La datazione

La maggior parte degli studiosi data i rotolini alla fine dell'epoca del Primo Tempio, tra il VII e l'inizio del VI secolo a.C., prima della distruzione di Gerusalemme da parte dei Babilonesi. Questa datazione è stata discussa, e alcuni hanno proposto un'epoca più tarda, ma nuove fotografie ad alta risoluzione e analisi della scrittura hanno sostenuto la datazione alta.

Se la datazione è corretta, questi rotolini sono tra i più antichi testimoni conosciuti di un testo vicino a quello biblico, anteriori di secoli ai manoscritti del Mar Morto.

Parola sacra come amuleto

L'aspetto più interessante per la storia della magia è proprio l'uso di una formula sacra come amuleto. Nell'antico Israele, come in tutto il Vicino Oriente, la parola scritta aveva un valore protettivo: portare su di sé il nome divino e una benedizione significava porsi sotto la sua custodia.

L'idea attraversa tutta la storia religiosa della regione:

  • le mezuzot fissate agli stipiti delle porte, contenenti passi della Torà;
  • i tefillin, piccole scatole con testi biblici legate al braccio e alla fronte;
  • gli amuleti tardoantichi su lamine di metallo con nomi divini e angelici;
  • le ciotole d'incantesimo aramaiche della Mesopotamia.

I rotolini di Ketef Hinnom si collocano all'inizio di questa lunga linea: sono la testimonianza che, già in epoca antica, le parole di benedizione erano non solo pronunciate, ma anche indossate.

Il contesto funerario

Il fatto che i rotolini siano stati trovati in una tomba aggiunge un significato. Accompagnavano il defunto, forse perché erano stati suoi in vita, forse per offrire protezione anche nel passaggio della morte. La formula «ti custodisca» acquista così una risonanza particolare: la custodia richiesta non si ferma alla vita terrena.

Una lettura simbolica

Due fogli d'argento, sottili come una foglia, arrotolati attorno a una benedizione: l'immagine è di rara bellezza. Nella prospettiva dell'Officina Ermetica parla della parola che protegge e del valore dei gesti semplici: portare con sé un augurio di luce e di pace, e affidarlo al metallo perché duri.

In sintesi

  • I rotolini d'argento di Ketef Hinnom furono scoperti nel 1979 in una tomba di Gerusalemme.
  • Erano amuleti personali, probabilmente portati al collo.
  • Contengono una formula molto vicina alla benedizione sacerdotale di Numeri 6.
  • Sono datati per lo più tra il VII e l'inizio del VI secolo a.C., in epoca del Primo Tempio.
  • Testimoniano l'antico uso della parola sacra scritta come protezione personale.
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Studio Esoterico Cornelio

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