La letteratura irlandese medievale conserva descrizioni sorprendentemente precise di tecniche divinatorie. Scritte da monaci cristiani, spesso con l'intento di condannarle o di relegarle in un passato pagano, queste pagine ci restituiscono comunque un quadro ricco: il sonno profetico, il banchetto rituale, il canto sulla preda, il contatto con la sapienza attraverso il cibo. In tutte queste pratiche la conoscenza nascosta arriva come un'illuminazione improvvisa, chiamata imbas.
Che cos'è l'imbas
La parola imbas indica in antico irlandese la «grande conoscenza», l'ispirazione poetica e profetica. È una conoscenza che non si costruisce con il ragionamento ma che si riceve, come una luce. I poeti, i filid, ne erano i principali destinatari. Nella tradizione l'imbas è spesso associato all'acqua, alle sorgenti e ai fiumi, e al cibo sacro.
L'imbas forosnai secondo il glossario di Cormac
Il glossario attribuito a Cormac, un dizionario irlandese di epoca altomedievale, spiega l'espressione imbas forosnai, «la conoscenza che illumina». La descrizione, riassunta, è questa:
- il poeta mastica un pezzo di carne cruda di maiale, di cane o di gatto;
- lo pone su una lastra di pietra dietro la porta;
- pronuncia un canto su di esso e lo offre agli dèi;
- invoca gli dèi e, se la rivelazione non arriva, ripete il canto sui palmi delle mani;
- si addormenta con i palmi appoggiati sulle guance, sorvegliato perché nessuno lo disturbi;
- al risveglio, o nel sonno, gli viene rivelato ciò che cercava.
Il glossario aggiunge che san Patrizio proibì questa pratica e un'altra simile, il tenm laída, perché comportavano offerte agli idoli. Permise invece il dícetal do chennaib, una forma di conoscenza ottenuta, si dice, «con le punte delle dita», che non richiedeva sacrifici.
| Tecnica | Elementi principali | Giudizio cristiano secondo il glossario |
|---|---|---|
| Imbas forosnai | carne masticata, offerta, sonno con le mani sul volto | proibita |
| Tenm laída | «illuminazione del canto», poesia ispirata | proibita |
| Dícetal do chennaib | conoscenza «con le punte delle dita» | consentita |
Il tarbfeis: il banchetto del toro
Un'altra tecnica, legata alla scelta del re, è il tarbfeis, «il banchetto del toro». Il racconto della distruzione dell'ostello di Dá Derga lo descrive così: si uccide un toro, un uomo mangia la sua carne e beve il suo brodo fino a saziarsi, poi si addormenta mentre quattro druidi pronunciano su di lui un canto di verità. Nel sonno vede l'uomo destinato a diventare re. Se mentisse al risveglio, perderebbe la vita.
Anche nel racconto della malattia di Cú Chulainn compare un rito simile per scegliere il re di Tara. Il tarbfeis mostra come la sovranità irlandese fosse legata a una conferma soprannaturale, ottenuta attraverso il sogno.
Fedelm, la profetessa del Táin
Nel grande racconto epico Táin Bó Cúailnge, la regina Medb di Connacht, alla vigilia della spedizione contro l'Ulster, incontra una giovane donna su un carro. Si chiama Fedelm, è una poetessa e dichiara di aver appreso la veggenza in Britannia. Medb le chiede se possiede l'imbas forosnai, e lei risponde di sì. Allora la regina le domanda come vede il suo esercito. La risposta di Fedelm, ripetuta più volte, è celebre: «Lo vedo cremisi, lo vedo rosso». Medb non vuole crederle, ma la profezia si avvererà nella strage portata da Cú Chulainn.
Il pollice di Fionn
La sapienza può anche giungere attraverso il cibo sacro. Nei racconti dell'infanzia di Fionn mac Cumhaill, il giovane è al servizio del poeta Finnéces, che da anni cerca di catturare il salmone della sapienza nel fiume Boyne: chi ne mangiasse per primo otterrebbe tutta la conoscenza. Finnéces lo cattura e lo affida a Fionn perché lo cucini, proibendogli di assaggiarlo. Ma Fionn si scotta il pollice su una vescica della pelle e se lo porta alla bocca. Da allora, quando mette il pollice tra i denti, gli viene rivelato ciò che desidera sapere.
Il motivo collega la sapienza all'acqua, al salmone e al caso: la conoscenza tocca chi non la cerca con avidità.
Tratti comuni
Pur nelle differenze, queste tecniche hanno elementi ricorrenti:
- il sonno o uno stato di quiete come veicolo della rivelazione;
- il cibo rituale, carne di animale o pesce sacro;
- il canto o la parola pronunciata su chi deve vedere;
- la sorveglianza di altri, che proteggono chi è in stato visionario.
Lettura simbolica
Queste pratiche appartengono al loro tempo e non vanno riprodotte: ciò che resta è il loro insegnamento simbolico. La conoscenza profonda richiede silenzio, attesa e una disponibilità a ricevere più che a conquistare. Il fili che dorme con le mani sul volto e Fionn che porta il pollice alle labbra raccontano lo stesso gesto: chiudersi al rumore del mondo per lasciare emergere un sapere interiore.
In sintesi
- Imbas è la conoscenza ispirata e profetica dei poeti irlandesi.
- Il glossario di Cormac descrive l'imbas forosnai: carne masticata, offerta, canto e sonno rivelatore.
- Il tarbfeis era un banchetto rituale con sonno profetico per individuare il futuro re.
- La profetessa Fedelm nel Táin vede l'esercito di Medb «cremisi» e «rosso».
- Fionn ottiene la sapienza scottandosi il pollice con il salmone della conoscenza.