Ω Grecia e Roma

Le gemme magiche greco-romane: Anguipede, Chnoubis e Ouroboros

Le gemme magiche dell'età imperiale romana: pietre usate, figure come l'Anguipede, Chnoubis e Arpocrate, iscrizioni, cornici a serpente e loro simbologia.

Nei musei di archeologia, accanto ai cammei e agli anelli con ritratti di imperatori, si trovano spesso piccole pietre incise con figure strane: un essere con testa di gallo e gambe di serpente, un serpente con testa di leone e una corona di raggi, un bambino seduto su un fiore di loto. Sono le gemme magiche, una classe di oggetti prodotti soprattutto fra il II e il IV secolo d.C. nell'Impero romano, con un centro di produzione importante nell'Egitto di lingua greca. Sono amuleti, nel senso antico del termine: oggetti incisi per proteggere e per rendere presente una potenza divina.

Come riconoscerle

Una gemma magica si distingue da una gemma decorativa per alcuni tratti ricorrenti:

  • la presenza di iscrizioni in greco, spesso nomi divini o voces magicae come Iao, Abrasax, Ablanathanalba;
  • figure composite, che uniscono parti umane e animali secondo un'iconografia codificata;
  • la frequente incisione su entrambe le facce, e talvolta anche sul bordo;
  • l'uso di segni detti charaktères, piccoli simboli a forma di linee terminate da cerchietti.

Lo studio moderno di questi oggetti deve molto all'americano Campbell Bonner, che nel 1950 pubblicò Studies in Magical Amulets, ancora oggi un riferimento. In tempi più recenti sono stati avviati grandi cataloghi e banche dati che hanno censito migliaia di esemplari.

Le pietre

La scelta del materiale non era casuale. Le fonti antiche, in particolare i trattati sulle pietre e alcuni passi dei papiri, associano a ciascuna pietra una qualità simbolica. Fra le più usate:

Pietra Uso iconografico frequente
Ematite figure legate al grembo materno e al sangue
Diaspro verde e rosso Chnoubis, Anguipede
Corniola divinità solari, Arpocrate
Lapislazzuli figure celesti e stelle
Calcedonio iscrizioni e simboli vari

Il colore e il nome della pietra erano letti come segni di affinità con una divinità o con un astro, secondo la dottrina della simpatia cosmica.

L'Anguipede

La figura più caratteristica è l'Anguipede: un corpo umano con corazza, testa di gallo, gambe terminanti in due serpenti, una frusta in una mano e uno scudo nell'altra. Sullo scudo compare spesso il nome IAO, e sul campo della gemma il nome Abrasax. Proprio per questo nel Settecento e nell'Ottocento queste pietre furono chiamate «abraxas» e attribuite agli gnostici basilidiani, sulla base delle notizie di Ireneo sull'uso del nome Abrasax in quella scuola. Oggi si sa che erano molto più diffuse e non legate a un solo gruppo religioso.

Il significato preciso della figura è discusso. Il gallo è l'animale che annuncia il sole, la frusta e lo scudo sono attributi di un dio che protegge e respinge, i serpenti rimandano alla terra. Molti studiosi vi vedono una forma del dio solare o del dio supremo invocato nei papiri.

Chnoubis

Chnoubis è un serpente con testa di leone circondata da raggi, spesso accompagnato da un segno a forma di tre S attraversate da una linea. Il nome sembra collegato all'astrologia egizia dei decani, le trentasei divisioni del cielo. Nella tradizione antica la figura era incisa soprattutto su pietre verdi.

Arpocrate sul loto

Molto frequente è Arpocrate, il dio fanciullo egizio, figlio di Iside e Osiride, raffigurato seduto su un fiore di loto con il dito alla bocca. Nell'immaginario greco questo gesto venne letto come segno del silenzio, anche se in origine indicava semplicemente la condizione infantile. Intorno a lui possono comparire animali sacri, astri, una barca solare.

La cornice dell'Ouroboros

Molte gemme sono racchiuse da un Ouroboros, il serpente che si morde la coda. Nella simbologia antica il cerchio del serpente indicava il ciclo eterno del tempo e il confine del cosmo. Nella gemma assume una funzione precisa: delimita uno spazio chiuso e protetto, dentro il quale la figura divina e le parole agiscono, separate dal mondo esterno.

Come si usavano

Le gemme erano montate in anelli o in pendenti, oppure portate dentro piccoli contenitori. Alcuni papiri prescrivono di incidere una certa figura su una pietra precisa e di «consacrarla» con una formula, un profumo o un'offerta, prima di portarla addosso. L'oggetto aveva quindi due vite: quella materiale, opera dell'incisore, e quella rituale, conferita dal rito di consacrazione.

Dal punto di vista storico, le gemme magiche mostrano bene come religione egizia, culto greco, nomi ebraici e astrologia si fondessero in un unico linguaggio visivo, accessibile anche a chi non leggeva i grandi trattati.

In sintesi

  • Le gemme magiche sono amuleti incisi, prodotti soprattutto fra il II e il IV secolo d.C.
  • Si riconoscono da iscrizioni, figure composite, incisione su più facce e segni detti charaktères.
  • Le figure principali sono l'Anguipede, Chnoubis e Arpocrate, spesso entro una cornice di Ouroboros.
  • La pietra era scelta per affinità simbolica con un dio o un astro.
  • Lo studio moderno deve molto a Campbell Bonner e ai grandi cataloghi recenti.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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