ᛟ Celti e Norreni

La Völuspá: la profezia della veggente dall'origine alla fine

La Völuspá, il poema eddico in cui una veggente narra a Odino la creazione, Yggdrasill, la guerra tra Asi e Vani, la morte di Baldr e il Ragnarök.

La Völuspá, «La profezia della veggente», apre la raccolta dei poemi eddici nel Codex Regius, il manoscritto islandese del XIII secolo che conserva la maggior parte della poesia mitologica norrena. In poco più di sessanta strofe una veggente racconta la storia del mondo, dalla sua nascita alla distruzione e alla rinascita. È uno dei testi più alti della letteratura medievale europea, e anche il più importante per capire il rapporto tra profezia e cosmologia nel mondo nordico.

Le versioni del testo

Il poema ci è giunto in tre forme:

Fonte Datazione del manoscritto Caratteristiche
Codex Regius XIII secolo versione più completa
Hauksbók XIV secolo ordine diverso di alcune strofe
Edda in prosa di Snorri XIII secolo numerose strofe citate

Le differenze mostrano che il testo circolava in forme non identiche. Gli studiosi discutono quando sia stato composto: molti lo collocano intorno all'anno Mille, nel periodo di passaggio al cristianesimo, ma non c'è una data certa.

La cornice: Odino interroga la veggente

Il poema si apre con una richiesta di ascolto rivolta a tutte le stirpi sacre, ai figli di Heimdallr grandi e piccoli. Parla una veggente, una völva, che ricorda di essere nata tra i giganti in un tempo antichissimo. Odino l'ha interrogata, e lei gli risponde: sa dove ha nascosto il suo occhio, nella fonte di Mímir. Un ritornello torna più volte nel poema: «Sapete ancora, o che cosa?». È una domanda rivolta a Odino e al pubblico, che spinge il racconto sempre più avanti.

Le tappe del racconto

L'inizio

All'origine non c'era né sabbia né mare né onde fredde, né terra né cielo: solo il Ginnungagap, il vuoto spalancato. Poi i figli di Burr sollevarono la terra, il sole illuminò le pietre e crebbero le erbe. Gli dèi si riunirono, diedero nome alla notte e alle fasi della luna, costruirono altari e templi, forgiarono strumenti e giocarono con le tavolette d'oro.

L'albero e le Norne

La veggente descrive il frassino Yggdrasill, bagnato di bianca rugiada, sempre verde presso la fonte di Urðr. Da lì vengono tre fanciulle, le Norne, che incidono sul legno, stabiliscono le leggi e scelgono la vita e il destino dei figli degli uomini.

La prima guerra

Compare Gullveig, una figura femminile che gli dèi trafiggono con lance e bruciano tre volte nella sala di Odino, e che tre volte rinasce. Viene chiamata anche Heiðr, nome usato per le veggenti, e il poema dice che praticava il seiðr. Segue la prima guerra del mondo, tra Asi e Vani.

La morte di Baldr

La veggente vede il destino di Baldr, figlio di Odino, ucciso da un ramo di vischio scagliato da suo fratello Höðr. È il punto di svolta: da qui il mondo scivola verso la fine.

Il Ragnarök

Le strofe successive descrivono il crollo: fratelli che si combattono, un'età di asce e di spade, un'età di venti e di lupi. Il gallo canta, il lupo Fenrir si libera, Loki rompe le catene, Surtr arriva dal sud con il fuoco. Odino cade contro il lupo, Thor contro il serpente del mondo. Il sole si oscura, la terra sprofonda nel mare, le stelle cadono dal cielo.

La rinascita

Ma la veggente vede ancora: la terra emerge di nuovo dalle acque, verde, e gli dèi superstiti si ritrovano sul prato di Iðavöllr, dove trovano nell'erba le tavolette d'oro dei tempi antichi. I campi daranno frutto senza essere seminati e Baldr tornerà.

Il finale enigmatico

Il poema non si chiude con la serenità del mondo rinato. Nell'ultima strofa compare il drago Níðhöggr, che vola portando cadaveri tra le ali. Poi la veggente dice che ora sprofonderà. Il significato è discusso: alcuni vi leggono la persistenza del male anche nel nuovo mondo, altri la semplice fine della visione.

Leggere la Völuspá oggi

La Völuspá non è un trattato di dottrina, ma una visione poetica. Alcuni elementi, come l'immagine di un mondo rinnovato, potrebbero risentire del contatto con il cristianesimo; altri sembrano molto più antichi. Il poema mostra soprattutto il ruolo della veggente come memoria del cosmo: è lei, e non il dio, a conoscere l'inizio e la fine. Odino, il più sapiente degli dèi, deve chiedere.

In sintesi

  • La Völuspá è il primo poema dell'Edda poetica nel Codex Regius.
  • Una veggente, interrogata da Odino, narra la storia del mondo.
  • Il racconto va dalla creazione a Yggdrasill, dalla prima guerra alla morte di Baldr.
  • Il Ragnarök distrugge il mondo, che poi rinasce dalle acque.
  • Il finale con il drago Níðhöggr lascia aperta l'interpretazione.
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Studio Esoterico Cornelio

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