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Il calendario dei giorni fausti e infausti nell'antico Egitto

I calendari egizi dei giorni favorevoli e sfavorevoli: il papiro del Cairo e il Sallier IV, la divisione del giorno in tre parti e i miti dietro ogni data.

Per gli antichi Egizi il tempo non era neutro. Ogni giorno portava con sé la memoria di un evento accaduto agli dèi, e quell'evento ne determinava il carattere. Alcuni papiri, che gli studiosi chiamano calendari dei giorni fausti e infausti, registrano per ogni giorno dell'anno se fosse favorevole, sfavorevole o misto, spesso con il racconto mitico che lo giustificava e con indicazioni su che cosa evitare.

Le fonti principali

I due testimoni più noti risalgono all'epoca ramesside:

  • il papiro Cairo 86637, conservato al Museo Egizio del Cairo, che contiene il calendario più completo pervenuto;
  • il papiro Sallier IV, oggi al British Museum, che riporta una versione parallela con molte annotazioni mitologiche.

Frammenti di testi simili provengono anche da altri contesti, segno che questo genere di sapere circolava e veniva copiato. Le differenze tra le versioni mostrano che non esisteva un unico calendario canonico, ma una tradizione con varianti locali.

Come è organizzato

L'anno egizio civile contava dodici mesi di trenta giorni, raggruppati in tre stagioni: Akhet, l'inondazione; Peret, la crescita; Shemu, il raccolto. A questi si aggiungevano cinque giorni finali, detti epagomeni.

Nel calendario dei giorni fausti, ogni giorno è diviso in tre parti, e ciascuna riceve un giudizio. I segni usati sono semplici:

Segno Significato
Geroglifico nefer in nero Favorevole
Geroglifico aha in rosso Sfavorevole, letteralmente «combattimento»
Combinazioni dei due Giorno misto, buono in alcune parti

L'uso dell'inchiostro rosso per i giorni negativi è significativo: il rosso, colore di Seth e del deserto, segnalava il pericolo.

I miti dietro le date

Il valore del calendario sta soprattutto nelle spiegazioni. Un giorno è infausto perché in quella data Seth combatté contro Horus; un altro è favorevole perché gli dèi fecero festa per la vittoria di Ra o per il ritorno della dea lontana. Il tempo dell'anno diventa così una mappa del mito: vivere un certo giorno significava vivere nell'eco di ciò che era accaduto nel mondo divino.

Le prescrizioni che accompagnano i giorni sono spesso concrete. Si consiglia, per esempio, di non uscire di casa dopo il tramonto, di non intraprendere un viaggio sul fiume, di non accendere il fuoco in casa, di non ascoltare canti in un certo giorno. Sono norme rituali, non regole pratiche: rispondono alla logica del mito, non a quella dell'esperienza quotidiana.

Il destino di chi nasce

Alcune voci riguardano il giorno di nascita. Il calendario indica che chi nasce in una certa data morirà in un certo modo, oppure vivrà a lungo e onorato. È uno dei pochi luoghi in cui la cultura egizia formula qualcosa di simile a un oroscopo, ma senza ricorso agli astri: il destino deriva dal carattere mitico del giorno, non dalla posizione dei pianeti.

I giorni epagomeni

I cinque giorni aggiunti alla fine dell'anno avevano uno statuto speciale. Secondo il mito, in essi nacquero cinque divinità: Osiride, Horus, Seth, Iside e Nefti. Erano giorni di confine tra un anno e l'altro, considerati delicati e pericolosi. Esistono formule specifiche per attraversarli in sicurezza, recitate per proteggersi dalle forze che si scatenavano nel passaggio. Il giorno della nascita di Seth, in particolare, era temuto.

Chi usava questi calendari

È probabile che i calendari fossero custoditi e interpretati da sacerdoti e scribi. Non si trattava di testi popolari letti da tutti, ma di un sapere specialistico, consultato forse per fissare la data di un'impresa, di una cerimonia o di un viaggio. Alcuni papiri provengono da ambienti di artigiani istruiti, a testimonianza di un interesse che andava oltre il tempio.

Un tempo qualitativo

Il calendario dei giorni fausti e infausti esprime un'idea profonda: il tempo non è una sequenza di unità identiche, ma una trama di qualità diverse. Lo stesso principio si ritroverà, in altre forme, nelle tradizioni mediterranee e medievali dei giorni egiziaci, i dies Aegyptiaci, il cui nome conserva il ricordo dell'origine attribuita a questo sapere. Lo Studio Esoterico Cornelio vi riconosce una delle radici antiche della percezione simbolica del tempo, per cui ogni giorno ha un volto.

In sintesi

  • I calendari dei giorni fausti assegnano a ogni giorno un valore favorevole, sfavorevole o misto.
  • Le fonti principali sono il papiro Cairo 86637 e il papiro Sallier IV, di epoca ramesside.
  • Ogni giorno è diviso in tre parti, con i giorni negativi segnati in rosso.
  • I giudizi derivano da eventi del mito, come le lotte tra Horus e Seth.
  • I cinque giorni epagomeni, nascita di cinque divinità, erano considerati soglie delicate.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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