Tra gli oggetti magici più affascinanti dell'antichità ci sono alcune semplici ciotole di terracotta, simili a quelle che si usavano per mangiare. All'interno, però, una mano esperta ha tracciato con l'inchiostro un testo che parte dal centro e si avvolge a spirale fino al bordo. Sono le ciotole d'incantesimo, prodotte nella Mesopotamia tardoantica e oggi conservate a migliaia nei musei e nelle collezioni di tutto il mondo.
Luogo e periodo
Queste ciotole provengono soprattutto dalla Mesopotamia centrale e meridionale, l'odierno Iraq, e in parte dall'Iran occidentale. Sono generalmente datate all'epoca sasanide e ai primi tempi dell'Islam, cioè all'incirca tra il V e l'VIII secolo d.C. È un periodo in cui la regione era abitata da comunità molto diverse: ebrei, cristiani di lingua siriaca, mandei, zoroastriani, pagani.
Le prime ciotole scientificamente documentate furono trovate negli scavi americani di Nippur alla fine dell'Ottocento, e una celebre edizione di quei testi fu pubblicata nel 1913 dallo studioso James Montgomery.
Le lingue e le scritture
Uno degli aspetti più interessanti delle ciotole è la loro varietà linguistica. I testi sono scritti principalmente in tre forme di aramaico:
| Lingua | Comunità associata | Scrittura |
|---|---|---|
| Aramaico giudaico babilonese | comunità ebraiche | alfabeto ebraico quadrato |
| Siriaco | comunità cristiane | scrittura siriaca |
| Mandaico | comunità mandee | scrittura mandaica |
Esistono anche ciotole in medio persiano e alcune con scritture imitate o illeggibili, prodotte forse da artigiani che non conoscevano bene la lingua. È interessante notare che i clienti non appartenevano sempre alla stessa comunità dello scriba: chi cercava protezione si rivolgeva allo specialista ritenuto più efficace.
Capovolte sotto il pavimento
Gli archeologi hanno trovato molte ciotole sepolte capovolte sotto i pavimenti delle case, a volte agli angoli delle stanze o vicino alle soglie. Talvolta erano in coppia, una sopra l'altra, bordo contro bordo, a formare una sorta di scatola chiusa.
L'interpretazione più diffusa è che la ciotola funzionasse come una trappola: i demoni venivano attirati dal testo e restavano imprigionati sotto la cupola di terracotta. La spirale stessa del testo, che gira attorno al centro, rafforzava l'idea di un cerchio che chiude e lega.
Che cosa dicono i testi
Le formule variano molto, ma alcuni elementi ritornano con regolarità:
- Il nome del cliente, spesso indicato con il nome della madre («X figlio di Y»), un uso tipico della magia tardoantica.
- L'elenco dei pericoli: demoni, spiriti maligni, malocchio, maledizioni, incubi, lilith e altre figure notturne.
- L'invocazione di potenze superiori: nomi divini, angeli, formule tratte dai testi sacri.
- Le formule di legame e di sigillo: il demone viene «legato», «sigillato», «scacciato».
- La protezione della casa e della famiglia: moglie, figli, beni, animali.
Al centro di molte ciotole compare un disegno: spesso una figura demoniaca legata, con le mani e i piedi incatenati, oppure figure geometriche e cerchi concentrici.
Il «divorzio» dai demoni
Una delle formule più curiose delle ciotole in aramaico giudaico è il cosiddetto ghet, l'atto di divorzio. Lo scriba utilizzava il linguaggio giuridico del divorzio ebraico per «divorziare» il cliente da un demone femminile che lo tormentava, come se si trattasse di un matrimonio da sciogliere. Alcuni testi attribuiscono l'autorità di questa formula a un antico maestro, Rabbi Yehoshua bar Peraḥia.
È un esempio straordinario di come la magia usasse le forme del diritto per dare forza alle sue parole.
Un ponte tra mondi
Le ciotole d'incantesimo sono un ponte tra la magia mesopotamica antica e le tradizioni successive. Vi si ritrovano elementi che risalgono alla demonologia babilonese, come la paura dei demoni notturni e l'uso di formule di legame, accanto a nomi angelici e citazioni bibliche. Sono anche una testimonianza della convivenza tra comunità religiose diverse, che condividevano paure, tecniche e talvolta perfino gli stessi scribi.
Una lettura simbolica
La spirale che si avvolge verso il bordo è una delle immagini più eloquenti della magia antica. Parte da un centro, il nome e la casa da proteggere, e si estende in cerchi sempre più ampi fino a chiudere lo spazio. Nella prospettiva dell'Officina Ermetica è una figura del cerchio protettivo: la parola scritta che, girando su se stessa, traccia un confine.
In sintesi
- Le ciotole d'incantesimo sono state prodotte in Mesopotamia tra il V e l'VIII secolo d.C. circa.
- I testi, scritti a spirale, sono in aramaico giudaico, siriaco e mandaico.
- Erano sepolte capovolte sotto i pavimenti, forse come trappole per i demoni.
- Contengono il nome del cliente con quello della madre, elenchi di pericoli e formule di legame.
- Alcune usano la formula del divorzio per separare il cliente da un demone.