Nel VII secolo a.C., a Ninive, capitale dell'impero assiro, un re fece raccogliere nel suo palazzo la più vasta collezione di testi del mondo antico prima della biblioteca di Alessandria. Quel re era Assurbanipal, e la sua biblioteca è ancora oggi la fonte principale per conoscere la magia, la divinazione e la letteratura della Mesopotamia.
Un re che sapeva leggere
Assurbanipal, figlio di Esarhaddon, è uno dei pochi sovrani antichi che rivendicavano con orgoglio la propria istruzione. Nelle sue iscrizioni dichiara di aver appreso l'arte degli scribi, di saper risolvere complessi problemi di calcolo e di aver letto testi antichissimi, scritti in sumerico e in accadico difficile. Afferma perfino di saper leggere le iscrizioni «di prima del diluvio».
Al di là della retorica regale, questa insistenza ha un significato preciso: il re voleva presentarsi come custode del sapere degli dèi e degli antichi saggi. Possedere i testi significava possedere gli strumenti per leggere i segni, proteggere il regno e mantenere l'ordine del mondo.
Come fu raccolta
La biblioteca non nacque solo da copie fatte a Ninive. Alcune lettere mostrano che il re inviava funzionari nelle città della Babilonia, come Borsippa, con l'ordine di cercare e portare a corte tavolette rare, in particolare testi rituali, incantesimi e presagi. Le tavolette così raccolte venivano copiate, verificate e sistemate nel palazzo.
Il risultato fu una collezione di proporzioni eccezionali, distribuita in più ambienti dei palazzi reali.
Che cosa conteneva
La percentuale di testi letterari, come l'Epopea di Gilgamesh, è in realtà modesta. La maggior parte del materiale riguarda la conoscenza «tecnica» degli ummânū:
| Genere | Esempi |
|---|---|
| Presagi | Enūma Anu Enlil, Šumma ālu, Šumma izbu, Bārûtu |
| Incantesimi e rituali | Maqlû, Šurpu, Utukkū lemnūtu, namburbi |
| Liste lessicali | elenchi di segni e parole in sumerico e accadico |
| Testi medici e diagnostici | serie dei sintomi e prescrizioni |
| Inni e preghiere | testi in sumerico con traduzione accadica |
| Letteratura | Gilgamesh, Enūma eliš e altri racconti |
Questa distribuzione ci dice molto: per la corte assira il sapere più prezioso era quello che serviva a interpretare e a intervenire, cioè la divinazione e la magia.
I colofoni del re
Molte tavolette terminano con un colofone, una nota finale che ne indica l'appartenenza. Una formula tipica dichiara che la tavoletta è del «palazzo di Assurbanipal, re del mondo, re di Assiria», e talvolta aggiunge che il re l'ha fatta scrivere, controllare e collocare nel palazzo per la sua consultazione.
Alcuni colofoni contengono anche una maledizione contro chi rubasse o cancellasse la tavoletta, invocando l'ira degli dèi. Il libro, già allora, era un oggetto sacro e protetto.
La scoperta
La biblioteca fu scoperta nel XIX secolo durante gli scavi di Kuyunjik, il grande tumulo di Ninive, condotti da Austen Henry Layard e dal suo collaboratore Hormuzd Rassam. Decine di migliaia di tavolette e frammenti furono portati al British Museum di Londra, dove sono ancora conservati.
Nel 1872 lo studioso George Smith, esaminando quei frammenti, riconobbe il racconto di un diluvio molto simile a quello biblico, contenuto nell'Epopea di Gilgamesh. La notizia fece sensazione e diede grande impulso allo studio della civiltà mesopotamica.
Perché è così importante
Senza la biblioteca di Ninive, gran parte di ciò che sappiamo sulla magia babilonese sarebbe frammentario. Molte serie rituali e divinatorie sono note soprattutto grazie alle copie di Assurbanipal, e la loro numerazione e struttura dipendono spesso dalle edizioni ninivite. Paradossalmente, la distruzione di Ninive alla fine del VII secolo a.C. contribuì a conservarle: le tavolette d'argilla, cotte dall'incendio, divennero più resistenti.
Una lettura simbolica
La biblioteca di Assurbanipal incarna un'idea che percorre tutta la storia dell'esoterismo: il sapere sacro come tesoro da custodire, copiare e trasmettere. Gli scribi assiri non creavano soltanto nuovi testi: proteggevano la memoria dei maestri. È lo stesso spirito che, secoli dopo, animerà i copisti dei manoscritti ermetici e alchemici.
In sintesi
- La biblioteca di Assurbanipal fu raccolta a Ninive nel VII secolo a.C.
- Il re fece cercare tavolette rare in Babilonia, soprattutto rituali e presagi.
- La maggior parte dei testi riguarda divinazione, incantesimi, liste lessicali e medicina.
- Fu scoperta nell'Ottocento a Kuyunjik da Layard e Rassam ed è oggi al British Museum.
- Molte serie magiche e divinatorie sono note soprattutto grazie alle copie di Ninive.