✴ Mesopotamia e Levante

La biblioteca di Assurbanipal a Ninive: il sapere magico in argilla

La biblioteca di Assurbanipal a Ninive: come fu raccolta, i suoi presagi e incantesimi, la scoperta ottocentesca e i colofoni firmati dal re.

Nel VII secolo a.C., a Ninive, capitale dell'impero assiro, un re fece raccogliere nel suo palazzo la più vasta collezione di testi del mondo antico prima della biblioteca di Alessandria. Quel re era Assurbanipal, e la sua biblioteca è ancora oggi la fonte principale per conoscere la magia, la divinazione e la letteratura della Mesopotamia.

Un re che sapeva leggere

Assurbanipal, figlio di Esarhaddon, è uno dei pochi sovrani antichi che rivendicavano con orgoglio la propria istruzione. Nelle sue iscrizioni dichiara di aver appreso l'arte degli scribi, di saper risolvere complessi problemi di calcolo e di aver letto testi antichissimi, scritti in sumerico e in accadico difficile. Afferma perfino di saper leggere le iscrizioni «di prima del diluvio».

Al di là della retorica regale, questa insistenza ha un significato preciso: il re voleva presentarsi come custode del sapere degli dèi e degli antichi saggi. Possedere i testi significava possedere gli strumenti per leggere i segni, proteggere il regno e mantenere l'ordine del mondo.

Come fu raccolta

La biblioteca non nacque solo da copie fatte a Ninive. Alcune lettere mostrano che il re inviava funzionari nelle città della Babilonia, come Borsippa, con l'ordine di cercare e portare a corte tavolette rare, in particolare testi rituali, incantesimi e presagi. Le tavolette così raccolte venivano copiate, verificate e sistemate nel palazzo.

Il risultato fu una collezione di proporzioni eccezionali, distribuita in più ambienti dei palazzi reali.

Che cosa conteneva

La percentuale di testi letterari, come l'Epopea di Gilgamesh, è in realtà modesta. La maggior parte del materiale riguarda la conoscenza «tecnica» degli ummânū:

Genere Esempi
Presagi Enūma Anu Enlil, Šumma ālu, Šumma izbu, Bārûtu
Incantesimi e rituali Maqlû, Šurpu, Utukkū lemnūtu, namburbi
Liste lessicali elenchi di segni e parole in sumerico e accadico
Testi medici e diagnostici serie dei sintomi e prescrizioni
Inni e preghiere testi in sumerico con traduzione accadica
Letteratura Gilgamesh, Enūma eliš e altri racconti

Questa distribuzione ci dice molto: per la corte assira il sapere più prezioso era quello che serviva a interpretare e a intervenire, cioè la divinazione e la magia.

I colofoni del re

Molte tavolette terminano con un colofone, una nota finale che ne indica l'appartenenza. Una formula tipica dichiara che la tavoletta è del «palazzo di Assurbanipal, re del mondo, re di Assiria», e talvolta aggiunge che il re l'ha fatta scrivere, controllare e collocare nel palazzo per la sua consultazione.

Alcuni colofoni contengono anche una maledizione contro chi rubasse o cancellasse la tavoletta, invocando l'ira degli dèi. Il libro, già allora, era un oggetto sacro e protetto.

La scoperta

La biblioteca fu scoperta nel XIX secolo durante gli scavi di Kuyunjik, il grande tumulo di Ninive, condotti da Austen Henry Layard e dal suo collaboratore Hormuzd Rassam. Decine di migliaia di tavolette e frammenti furono portati al British Museum di Londra, dove sono ancora conservati.

Nel 1872 lo studioso George Smith, esaminando quei frammenti, riconobbe il racconto di un diluvio molto simile a quello biblico, contenuto nell'Epopea di Gilgamesh. La notizia fece sensazione e diede grande impulso allo studio della civiltà mesopotamica.

Perché è così importante

Senza la biblioteca di Ninive, gran parte di ciò che sappiamo sulla magia babilonese sarebbe frammentario. Molte serie rituali e divinatorie sono note soprattutto grazie alle copie di Assurbanipal, e la loro numerazione e struttura dipendono spesso dalle edizioni ninivite. Paradossalmente, la distruzione di Ninive alla fine del VII secolo a.C. contribuì a conservarle: le tavolette d'argilla, cotte dall'incendio, divennero più resistenti.

Una lettura simbolica

La biblioteca di Assurbanipal incarna un'idea che percorre tutta la storia dell'esoterismo: il sapere sacro come tesoro da custodire, copiare e trasmettere. Gli scribi assiri non creavano soltanto nuovi testi: proteggevano la memoria dei maestri. È lo stesso spirito che, secoli dopo, animerà i copisti dei manoscritti ermetici e alchemici.

In sintesi

  • La biblioteca di Assurbanipal fu raccolta a Ninive nel VII secolo a.C.
  • Il re fece cercare tavolette rare in Babilonia, soprattutto rituali e presagi.
  • La maggior parte dei testi riguarda divinazione, incantesimi, liste lessicali e medicina.
  • Fu scoperta nell'Ottocento a Kuyunjik da Layard e Rassam ed è oggi al British Museum.
  • Molte serie magiche e divinatorie sono note soprattutto grazie alle copie di Ninive.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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