Tra gli amuleti egizi esiste una categoria che non è fatta di pietra o di faience, ma di parole. Sono strisce di papiro lunghe e strette, coperte di scrittura ieratica, arrotolate fino a diventare un cilindretto e chiuse in un piccolo astuccio da appendere al collo. Gli studiosi le chiamano decreti oracolari amuletici. Contengono una promessa solenne, pronunciata dagli dèi stessi, di proteggere una persona per tutta la vita.
Epoca e provenienza
Questi documenti risalgono soprattutto al Terzo Periodo Intermedio, in particolare alla XXI e alla XXII dinastia, e provengono in gran parte dall'area di Tebe. È un'epoca in cui il potere del dio Amon e del suo oracolo era al culmine: decisioni politiche, giudiziarie e personali venivano sottoposte al responso del dio, che si manifestava durante le processioni della sua statua.
Un gruppo di questi testi fu studiato e pubblicato nel 1960 dall'egittologo I. E. S. Edwards, che diede loro il nome con cui sono noti ancora oggi.
Come sono fatti
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Supporto | Striscia di papiro lunga e molto stretta |
| Scrittura | Ieratico, in righe orizzontali |
| Destinatario | Una persona nominata, spesso con il nome della madre |
| Contenitore | Astuccio cilindrico di legno, cuoio o metallo |
| Uso | Portato al collo come amuleto |
Il nome della madre è una formula comune nella magia egizia: identificava la persona con certezza, perché la maternità era considerata sicura.
Gli dèi che parlano
La caratteristica più sorprendente di questi testi è la voce. Non sono formule recitate da un mago, ma decreti emessi dagli dèi in prima persona. Il testo si apre con l'elenco delle divinità che parlano, spesso le divinità tebane come Amon, Mut e Khonsu, insieme ad altre. Poi segue una lunga serie di promesse: «Noi la custodiremo», «Noi la proteggeremo», «Noi la renderemo sana».
Gli dèi si impegnano come in un contratto. Il papiro è, in un certo senso, un documento legale stipulato tra il cielo e una famiglia.
Da che cosa proteggevano
Le promesse elencano i pericoli in modo dettagliato. Tra quelli citati compaiono:
- divinità che potrebbero adirarsi, comprese quelle dei templi di città lontane;
- spiriti di defunti ostili e demoni erranti;
- maghi stranieri e la loro magia;
- animali pericolosi come coccodrilli, serpenti e scorpioni;
- incidenti, come il crollo di un muro o una caduta;
- sventure di ogni genere, in casa, nei campi e in viaggio.
Le liste sono così minuziose da offrire uno spaccato della vita quotidiana e delle sue paure. Si teme ciò che accade di notte e di giorno, in Egitto e all'estero, in cielo e sulla terra.
Per chi erano scritti
Molti decreti erano destinati a bambini, e alcuni sembrano essere stati preparati poco dopo la nascita. Le promesse riguardano infatti tutto il corso della vita: la crescita, il matrimonio, la nascita di figli. Il decreto accompagnava il bambino fino all'età adulta, come una protezione costante e personale.
È probabile che i genitori si rivolgessero al tempio e che il decreto venisse redatto dagli scribi in connessione con il culto oracolare. La parola del dio, ottenuta nel tempio, veniva così trasformata in un oggetto da portare con sé.
Parola scritta e protezione
Il decreto oracolare amuletico riunisce due idee centrali della religione egizia:
- la parola divina ha forza creatrice e vincolante;
- la scrittura rende la parola permanente e trasportabile.
Arrotolare il papiro e chiuderlo in un astuccio significava custodire la parola come si custodisce un tesoro. Il testo non doveva essere letto ogni giorno: bastava che fosse presente, a contatto con il corpo.
Un amuleto di parole
Questi documenti mostrano che, per gli Egizi, la protezione più alta non era un'immagine, ma un impegno degli dèi messo per iscritto. Il Maestro Cornelio vi riconosce una delle forme più pure di amuleto: non un oggetto che rappresenta un potere, ma un testo che contiene una promessa.
In sintesi
- I decreti oracolari amuletici sono strisce di papiro arrotolate e portate al collo in astucci.
- Risalgono al Terzo Periodo Intermedio e provengono soprattutto da Tebe.
- Gli dèi, come Amon, Mut e Khonsu, parlano in prima persona e promettono protezione.
- Elencano minuziosamente i pericoli, da maghi stranieri a coccodrilli e muri che crollano.
- Erano destinati spesso a bambini, per proteggerli per tutta la vita.