Ω Grecia e Roma

Didima e Claro: gli oracoli di Apollo in Asia Minore

I due grandi oracoli apollinei della Ionia: la sorgente e il tempio incompiuto di Didima, le gallerie sotterranee di Claro e il racconto di Tacito.

Quando si parla di oracoli di Apollo, il pensiero va subito a Delfi. Ma nel mondo greco esistevano altri santuari oracolari del dio, alcuni dei quali conobbero un enorme prestigio, soprattutto in età ellenistica e romana. I due più importanti si trovavano sulla costa della Ionia, nell'attuale Turchia occidentale: Didima, presso Mileto, e Claro, presso Colofone.

Didima: il santuario dei Branchidi

In età arcaica l'oracolo di Didima era gestito da una famiglia sacerdotale, i Branchidi, che facevano risalire la propria origine a Branco, un giovane amato da Apollo. Il santuario era ricco e famoso: lo stesso Erodoto ricorda le offerte che vi aveva inviato il re di Lidia Creso.

Dopo la rivolta ionica contro i Persiani, all'inizio del V secolo a.C., il santuario fu saccheggiato e l'oracolo rimase a lungo silenzioso. La tradizione racconta che la sorgente sacra, inaridita, tornò a scorrere all'arrivo di Alessandro Magno, e che l'oracolo, rinato, proclamò Alessandro figlio di Zeus.

Un tempio a cielo aperto

In età ellenistica, a partire dagli anni attorno al 300 a.C., a Didima si cominciò a costruire uno dei templi più grandi del mondo greco. Non fu mai completato, ma le sue rovine sono ancora impressionanti. La sua particolarità è che il cuore del santuario, l'adyton, era un grande cortile senza tetto. Al suo interno sorgevano:

  • un piccolo tempietto, il naiskos, che custodiva la statua di culto;
  • la sorgente sacra, legata alla profezia;
  • un boschetto di allori, l'albero di Apollo.

Il visitatore, entrando, passava da una sala buia e da corridoi in pendenza per poi trovarsi in uno spazio aperto e luminoso, con un effetto scenografico studiato.

La profetessa e la sorgente

A Didima a pronunciare i responsi era una profetessa, mentre un magistrato annuale, il prophetes, gestiva le consultazioni e trasmetteva le risposte, spesso in versi. Il filosofo Giamblico, nel trattato Sui misteri, descrive la profetessa che riceve l'ispirazione sedendo su un supporto e bagnandosi o respirando il vapore dell'acqua della fonte, e insiste sul fatto che non è l'acqua in sé a produrre la profezia, ma la presenza del dio che la rende adatta.

Un episodio della storia tardoantica mostra quanto l'oracolo fosse ancora autorevole: secondo Lattanzio, l'imperatore Diocleziano inviò un messo a interrogare l'Apollo di Mileto prima di avviare la grande persecuzione dei cristiani all'inizio del IV secolo.

Claro: la grotta e l'acqua

Il secondo grande oracolo della Ionia, Claro, era consacrato ad Apollo Clario. Il racconto più preciso del suo funzionamento si trova negli Annali di Tacito, che descrive la visita di Germanico nel 18 d.C.

Secondo Tacito, a Claro non profetava una donna, come a Delfi, ma un sacerdote scelto da determinate famiglie, generalmente di Mileto. Il sacerdote si faceva dire soltanto il numero e i nomi dei consultanti, poi scendeva in una grotta, beveva l'acqua di una sorgente segreta e, pur essendo spesso ignaro di lettere e di poesia, rispondeva in versi a ciò che ciascuno aveva nella mente. Tacito aggiunge che si diceva avesse predetto a Germanico, in modo oscuro, la sua morte precoce.

Le gallerie sotterranee

Gli scavi archeologici hanno confermato in modo sorprendente il racconto di Tacito. Sotto il tempio di Apollo a Claro sono stati scoperti corridoi sotterranei stretti e tortuosi che conducono a due ambienti a volta. Nel più interno si trova un pozzo d'acqua, mentre l'altro poteva ospitare chi attendeva il responso. Il percorso, buio e labirintico, preparava il consultante a un'esperienza di separazione dal mondo ordinario.

Oracoli teologici

In età imperiale Claro divenne famoso anche per responsi di tipo teologico, nei quali il dio rispondeva a domande sulla natura della divinità suprema. Un'iscrizione rinvenuta a Enoanda, in Licia, generalmente collegata a Claro, descrive il dio supremo come nato da sé, senza madre, non insegnato da nessuno, e presenta gli dèi tradizionali come suoi messaggeri. È un esempio di come gli oracoli, nella tarda antichità, dialogassero con la filosofia.

Confronto fra i due santuari

Aspetto Didima Claro
Chi profetava Una profetessa Un sacerdote
Elemento rituale Sorgente nell'adyton a cielo aperto Sorgente in gallerie sotterranee
Fonte principale Iscrizioni, Giamblico, Lattanzio Tacito e gli scavi
Fama tarda Consultato da Diocleziano Oracoli teologici

In sintesi

  • Didima e Claro furono i grandi oracoli di Apollo nella Ionia, accanto a Delfi.
  • A Didima un tempio colossale e incompiuto racchiudeva un adyton a cielo aperto con sorgente e allori.
  • La profetessa di Didima riceveva l'ispirazione presso l'acqua sacra, secondo Giamblico.
  • A Claro un sacerdote beveva da una sorgente in una grotta e rispondeva in versi, come racconta Tacito.
  • Gli scavi di Claro hanno rivelato gallerie sotterranee che confermano la descrizione antica.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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