Ω Grecia e Roma

Le streghe di Tessaglia e l'arte di tirare giù la luna

Perché la Tessaglia divenne la terra delle maghe: Aristofane, Platone, Aglaonice e le eclissi, Orazio, Virgilio e la Tessaglia magica di Apuleio.

Nel mondo greco e romano, se si voleva indicare una maga per eccellenza, bastava dire che veniva dalla Tessaglia. Questa regione della Grecia settentrionale, fatta di grandi pianure circondate da montagne, era considerata la patria delle donne capaci di dominare le forze della natura. E fra tutti i loro poteri, uno era il più celebre e il più spettacolare: tirare giù la luna dal cielo.

Aristofane e la luna in una scatola

Una delle prime testimonianze di questa fama si trova in una commedia. Nelle Nuvole di Aristofane, rappresentate ad Atene nel V secolo a.C., il vecchio Strepsiade, oppresso dai debiti, ha un'idea geniale: comprare una maga tessala, farle tirare giù la luna di notte e chiuderla in un astuccio rotondo, come si fa con uno specchio.

Il motivo è economico. Ad Atene gli interessi sui prestiti si pagavano all'inizio del mese lunare: se la luna non sorgesse più, il mese non cambierebbe e Strepsiade non dovrebbe mai pagare. La battuta funziona perché il pubblico conosceva bene la reputazione delle donne di Tessaglia.

Platone e il prezzo del potere

Anche Platone allude a questa credenza. Nel Gorgia, Socrate osserva che chi cerca il potere nella città rischia di fare come le donne tessale che tirano giù la luna: ottenere ciò che vogliono a prezzo di quanto hanno di più caro. L'espressione suggerisce che questo potere fosse considerato pericoloso anche per chi lo esercitava, e che si pagasse con una perdita personale.

Aglaonice e la spiegazione delle eclissi

Una spiegazione razionale di questa fama è offerta da Plutarco. Egli ricorda una donna tessala, Aglaonice, figlia di Egetore, che conosceva il momento delle eclissi di luna e, prevedendole, faceva credere alle altre donne di essere lei stessa a oscurare l'astro con i suoi incantesimi.

Questa testimonianza suggerisce un'ipotesi affascinante: il potere di «tirare giù la luna» potrebbe essere nato dalla conoscenza dei cicli celesti, trasformata agli occhi del popolo in un prodigio magico. Chi sapeva quando la luna si sarebbe oscurata poteva presentare l'evento come effetto della propria volontà.

La paura delle eclissi

Per comprendere l'impatto di questa credenza bisogna ricordare quanto le eclissi spaventassero gli antichi. Durante un'eclissi di luna la gente cercava di aiutare l'astro con il rumore, percuotendo oggetti di bronzo. Tacito, negli Annali, descrive i soldati delle legioni in rivolta, nel 14 d.C., che durante un'eclissi facevano risuonare il bronzo e le trombe, interpretando l'oscurarsi della luna come un presagio sulla propria sorte.

L'idea di fondo era che la luna, in quei momenti, fosse in pericolo, attratta verso la terra da forze magiche, e che il frastuono potesse spezzare l'incantesimo.

Le maghe tessale nella poesia latina

I poeti latini ripresero questo tema con grande frequenza. Alcuni esempi:

Autore Opera Immagine
Virgilio Bucoliche, VIII I canti possono far scendere la luna dal cielo
Orazio Epodi, V Una maga strappa dal cielo stelle e luna con voce tessala
Lucano Farsaglia, VI Le maghe di Tessaglia sconvolgono le leggi della natura

In questi testi l'aggettivo tessalo diventa quasi un sinonimo di magico. La «voce tessala» è la voce dell'incantesimo, capace di sovvertire l'ordine del cosmo.

La Tessaglia di Apuleio

L'opera che più di ogni altra ha fissato questa immagine è il romanzo di Apuleio, le Metamorfosi. Il protagonista, Lucio, si reca proprio in Tessaglia, nella città di Ipata, spinto dalla curiosità per la magia. Qui viene ospitato in casa di Milone, la cui moglie, Panfile, è una potente maga.

Lucio la spia mentre, cospargendosi di un unguento, si trasforma in gufo e vola via nella notte. Tentando di imitarla, sbaglia unguento e si trasforma in asino, dando inizio alle sue lunghe avventure, che si concluderanno solo con l'intervento della dea Iside. La Tessaglia è qui il luogo dove il confine fra umano e animale, fra ordinario e prodigioso, diventa sottile.

Perché proprio la Tessaglia?

Gli studiosi hanno proposto diverse spiegazioni, nessuna definitiva:

  1. la Tessaglia era una regione periferica rispetto ad Atene, percepita come arcaica e un po' selvaggia;
  2. la sua vasta pianura offriva un orizzonte ampio per l'osservazione della luna;
  3. la regione era legata a miti di erbe potenti e di figure come i centauri, esperti di piante;
  4. la fama, una volta nata, si autoalimentò attraverso la letteratura.

Il significato simbolico

L'immagine della luna tirata giù dal cielo esprime un desiderio antico: piegare l'ordine del cosmo alla volontà umana. La luna regolava il tempo, i mesi, i cicli della vita. Chi poteva farla scendere aveva, simbolicamente, potere sul tempo stesso. Per questo la maga tessala resta, nell'immaginario antico, la figura che osa mettere le mani sul cielo.

In sintesi

  • Nel mondo antico la Tessaglia era considerata la patria delle maghe per eccellenza.
  • Il loro potere più celebre era tirare giù la luna, citato già da Aristofane e Platone.
  • Plutarco racconta di Aglaonice, che prevedeva le eclissi e le presentava come opera sua.
  • Durante le eclissi si percuoteva il bronzo per aiutare la luna, come ricorda Tacito.
  • Apuleio ambienta in Tessaglia le Metamorfosi, con la maga Panfile e la trasformazione di Lucio.
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Studio Esoterico Cornelio

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