Nei rilievi dei palazzi assiri compaiono spesso figure misteriose: uomini barbuti con un mantello a forma di pesce, geni alati con la testa di rapace, personaggi che reggono un secchiello in una mano e un oggetto simile a una pigna nell'altra. Sono gli apkallu, i saggi primordiali della tradizione mesopotamica, che la magia trasformò in guardiani dei palazzi e delle case.
I saggi prima del diluvio
Secondo la tradizione babilonese, prima del diluvio il dio Ea, signore delle acque dolci e della sapienza, inviò agli uomini sette saggi, gli apkallu. Uscivano dall'Apsû, l'oceano sotterraneo, e insegnarono all'umanità le arti della civiltà: la scrittura, le leggi, l'agricoltura, la costruzione delle città, i riti.
Il più celebre è Uanna, che lo storico babilonese Berosso, scrivendo in greco nel III secolo a.C., chiama Oannes: un essere metà uomo e metà pesce che saliva dal mare durante il giorno per istruire gli uomini e vi tornava la notte. Ad alcuni apkallu la tradizione associa anche la figura di Adapa, il saggio di Eridu.
Dopo il diluvio, secondo alcune liste, ai saggi semidivini succedettero saggi umani, gli ummânū, considerati i loro eredi: da qui deriva il prestigio degli studiosi di corte, che si presentavano come custodi di un sapere antichissimo.
Tre forme iconografiche
Nell'arte assira gli apkallu assumono tre aspetti principali:
| Forma | Descrizione |
|---|---|
| Apkallu-pesce | uomo con un mantello a forma di pesce sul capo e sulla schiena |
| Apkallu-uccello | corpo umano con ali e testa di rapace |
| Apkallu-uomo | figura umana barbuta, spesso alata, con tiara cornuta |
In tutte e tre le forme il saggio tiene spesso due oggetti: un secchiello (banduddû) e un oggetto conico che gli studiosi chiamano convenzionalmente «pigna», identificato nei testi con il mullilu, il «purificatore». Il gesto è quello dell'aspersione: l'apkallu purifica ciò che protegge.
Le figurine sotto il pavimento
La magia protettiva assira non si limitava ai grandi rilievi. Gli scavi di Nimrud, Assur e Ninive hanno restituito figurine d'argilla di apkallu e di altri esseri protettivi, deposte in piccole scatole di mattoni sotto i pavimenti, lungo le pareti o presso le porte. Spesso erano disposte in gruppi di sette, come i saggi del mito.
Un testo rituale noto come bīt mēseri, «casa della reclusione», descrive come preparare queste figure, quali materiali usare, quali formule recitare e dove collocarle per sigillare la casa contro i demoni. Le istruzioni prevedono figure di legno e di argilla, con iscrizioni e colori precisi, sepolte in punti stabiliti.
I cani di Assurbanipal
Allo stesso sistema protettivo appartengono le figurine di cani rinvenute nel palazzo di Assurbanipal a Ninive. Alcune portano incisi nomi che ne dichiarano la funzione, come «Non pensare, mordi!» o «Forte è il suo latrato». Il cane, fedele guardiano della casa, diventava così una sentinella magica, pronta a respingere gli spiriti malvagi.
La logica della protezione
Questi oggetti si basano su un'idea precisa: lo spazio abitato è vulnerabile nei suoi punti di passaggio. Porte, angoli e fondamenta sono le vie per cui il male può entrare. Collocare lì degli esseri protettivi significava:
- segnare il confine tra interno ed esterno;
- purificare lo spazio con la presenza dei saggi;
- respingere i demoni con figure più forti di loro;
- rinnovare la protezione attraverso il rito di deposizione.
L'eco nelle fonti greche
L'opera di Berosso, le Babyloniaká, non ci è giunta intera: ne conosciamo dei frammenti grazie ad autori successivi, come Alessandro Poliistore, Eusebio di Cesarea e Giorgio Sincello, che la citavano. È soprattutto attraverso questa catena di citazioni che l'immagine di Oannes, il saggio uscito dal mare, è entrata nella cultura europea, molto prima che gli archeologi riportassero alla luce i rilievi assiri e le tavolette cuneiformi che ne confermano l'antichità.
Una lettura simbolica
L'apkallu è una figura di straordinaria ricchezza: è il sapiente che esce dalle acque profonde e porta la civiltà, ed è insieme il custode che veglia sotto il pavimento. Nella lettura dell'Officina Ermetica, unisce due funzioni che la tradizione non ha mai separato: conoscere e proteggere. Il sapere che viene dall'abisso, se ben custodito, diventa fondamento della casa.
In sintesi
- Gli apkallu sono i sette saggi inviati da Ea prima del diluvio per insegnare le arti della civiltà.
- Il più noto è Uanna, l'Oannes di Berosso, metà uomo e metà pesce.
- Nell'arte assira appaiono come uomini-pesce, uomini-uccello o figure umane alate.
- Le loro figurine, spesso in gruppi di sette, venivano sepolte sotto i pavimenti delle case.
- Il rituale bīt mēseri descrive come preparare e collocare queste figure protettive.