✴ Mesopotamia e Levante

Lamassu: i tori alati che custodivano le porte dei palazzi assiri

I lamassu assiri, colossi con testa umana, corpo di toro o leone e ali d'aquila: il nome, la funzione protettiva e il trucco delle cinque zampe.

Chi entra nelle sale assire dei grandi musei europei e americani incontra quasi sempre loro: enormi figure di pietra con testa umana barbuta, tiara cornuta, corpo di toro o di leone e grandi ali piumate. Sono i lamassu, i colossi che fiancheggiavano le porte dei palazzi assiri tra il IX e il VII secolo a.C. Prima di essere capolavori di scultura, erano esseri protettivi, custodi della soglia del re.

Il nome e la sua storia

Il termine accadico lamassu deriva dal sumerico lamma, che indicava in origine una divinità femminile protettrice. Nell'iconografia sumerica e paleobabilonese, la dea Lamma appare spesso nelle scene di presentazione: con le mani alzate, accompagna il fedele davanti a una divinità maggiore, facendosi sua intermediaria.

Nel corso dei secoli il termine si allargò fino a designare in generale uno spirito protettore. I testi accadici associano spesso il lamassu allo šēdu, un altro spirito benevolo: insieme rappresentavano le forze positive che accompagnano una persona o un luogo. Per i grandi colossi delle porte gli Assiri usavano anche termini specifici, come aladlammû.

È giusto ricordare che gli studiosi discutono su quale termine si riferisse esattamente a quale forma: «lamassu» è diventato, nell'uso moderno, il nome convenzionale di queste figure.

Un corpo che unisce quattro forze

L'aspetto dei colossi assiri è composito e carico di significato:

Elemento Valore simbolico tradizionale
Testa umana intelligenza, capacità di giudizio
Tiara cornuta natura divina o semidivina
Corpo di toro o di leone forza, potenza, fertilità
Ali d'aquila rapidità, dominio del cielo

Riuniti in un unico essere, questi elementi rappresentano una protezione completa: il guardiano vede, comprende, combatte e si muove ovunque. È la stessa logica composita che troviamo, in forma minacciosa, nei demoni come Pazuzu, qui rivolta però al bene.

Il trucco delle cinque zampe

Uno dei dettagli più celebri dei lamassu riguarda le zampe. Molti colossi ne hanno cinque. Visti di fronte, appaiono fermi, con le due zampe anteriori unite; visti di lato, sembrano camminare, con quattro zampe in movimento. La quinta zampa permette di vedere un'immagine completa da entrambe le prospettive.

Non si tratta di un errore, ma di una soluzione consapevole: il guardiano doveva essere saldo per chi arrivava di fronte alla porta e in cammino per chi lo percorreva lungo il passaggio. Una figura che sta e procede al tempo stesso.

Dove si trovavano

I lamassu sono legati alle grandi capitali assire:

  • Nimrud (l'antica Kalḫu), dove il re Assurnasirpal II fece erigere colossi nel suo palazzo;
  • Khorsabad (Dur-Šarrukin), la città fondata da Sargon II, i cui tori alati si trovano oggi in diversi musei;
  • Ninive, la capitale di Sennacherib e di Assurbanipal.

Gli scavi del XIX secolo, condotti da archeologi come Paul-Émile Botta e Austen Henry Layard, portarono in Europa diversi di questi colossi, con trasporti difficilissimi lungo il Tigri. Oggi se ne possono vedere esemplari al British Museum di Londra, al Louvre di Parigi, al Metropolitan Museum di New York e all'Istituto Orientale di Chicago.

La funzione nella magia della soglia

Per gli Assiri la porta era un punto critico. Era lì che il mondo esterno incontrava lo spazio ordinato del palazzo, ed era lì che potevano entrare nemici visibili e invisibili. Il lamassu svolgeva un compito duplice:

  1. respingere i demoni e le forze del caos;
  2. accogliere e proteggere chi entrava legittimamente, a cominciare dal re.

Le iscrizioni che corrono tra le zampe di molti colossi celebrano le imprese del sovrano e ne affermano il potere. Il guardiano diventava così anche un messaggio politico: il palazzo era protetto dagli dèi, e il re era il loro rappresentante.

Una lettura simbolica

Il lamassu è una delle immagini più compiute della custodia della soglia. Non è un mostro che spaventa, ma un essere che unisce sapienza e forza, cielo e terra, immobilità e movimento. Nella prospettiva dell'Officina Ermetica, ricorda che ogni passaggio importante, interiore o esteriore, richiede una vigilanza che non sia solo difesa, ma anche discernimento: saper respingere ciò che nuoce e lasciar entrare ciò che è giusto.

In sintesi

  • I lamassu sono i colossi alati con testa umana che custodivano le porte dei palazzi assiri.
  • Il nome deriva dal sumerico lamma, una divinità protettrice femminile.
  • Uniscono testa umana, corpo di toro o leone e ali d'aquila, simboli di saggezza e forza.
  • Molti hanno cinque zampe, per apparire fermi di fronte e in cammino di lato.
  • Provengono soprattutto da Nimrud, Khorsabad e Ninive e sono oggi in grandi musei.
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Studio Esoterico Cornelio

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