Le fonti sul culto pubblico dei popoli scandinavi precristiani sono scarse e quasi tutte tarde. Una delle più dettagliate, e delle più discusse, è la descrizione del tempio di Uppsala, in Svezia, scritta da un ecclesiastico tedesco dell'XI secolo, Adamo di Brema. Letta con attenzione critica e confrontata con le saghe islandesi e con l'archeologia, ci offre un'immagine vivida del blót, il sacrificio rituale norreno.
Chi era Adamo di Brema
Adamo era un canonico della cattedrale di Brema, nella Germania settentrionale. Intorno al 1075 compose un'opera sulla storia dell'arcivescovado di Amburgo-Brema, i Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum, che si occupava anche della missione cristiana nel Nord. Il quarto libro è dedicato alla descrizione delle isole e dei popoli settentrionali.
Adamo non visitò personalmente Uppsala. Raccolse informazioni dal re danese Sven Estridsen, che conobbe, e da altri testimoni, tra cui un cristiano che, dice, aveva visto con i propri occhi i sacrifici. Il suo scopo era anche polemico: mostrare l'urgenza della conversione. Le sue notizie vanno quindi lette come una testimonianza preziosa ma non neutrale.
Il tempio e le statue
Secondo Adamo, il popolo degli Svear aveva un tempio celeberrimo chiamato Ubsola, interamente ornato d'oro. Al suo interno erano venerate le statue di tre dèi:
| Dio | Posizione | Funzione secondo Adamo |
|---|---|---|
| Thor | al centro, il più potente | governa l'aria, i tuoni, i fulmini, i venti, le piogge, il bel tempo e i raccolti |
| Wodan | a lato | guida le guerre e dà forza contro i nemici |
| Fricco | a lato | dona pace e piacere ai mortali, raffigurato con un enorme fallo |
Wodan corrisponde a Odino, e Fricco è generalmente identificato con Freyr, il dio della fertilità. Thor appare con lo scettro, e Adamo osserva che Wodan è rappresentato armato, come Marte presso i Romani.
A ciascun dio venivano offerti sacrifici in base al bisogno: a Thor in caso di pestilenza o carestia, a Wodan in caso di guerra, a Fricco per le nozze.
La festa dei nove anni
Ogni nove anni, racconta Adamo, si teneva a Uppsala una festa comune a tutte le province della Svezia, a cui nessuno poteva sottrarsi. Re e popolo mandavano le loro offerte, e anche chi si era convertito al cristianesimo doveva pagare per esserne esentato.
Il sacrificio si svolgeva così: di ogni essere vivente di sesso maschile si offrivano nove capi, e con il loro sangue si placavano gli dèi. I corpi venivano appesi in un bosco sacro vicino al tempio. Quel bosco era considerato così sacro che ogni albero era ritenuto divino a causa della morte delle vittime. Vi pendevano cani e cavalli accanto a uomini. Un testimone cristiano disse ad Adamo di aver contato settantadue corpi appesi. La festa durava nove giorni.
L'albero e la sorgente
Una nota aggiunta al testo, probabilmente da Adamo stesso o da un copista vicino, descrive presso il tempio un albero enorme dai rami estesi, sempre verde d'estate e d'inverno, di una specie che nessuno conosceva. Accanto c'era una sorgente in cui si compivano sacrifici: si immergeva un uomo vivo, e se non riemergeva si riteneva che il desiderio del popolo sarebbe stato esaudito. Un'altra nota menziona una catena d'oro che circondava il tempio.
L'albero sempreverde e la sorgente richiamano immediatamente il frassino Yggdrasill e il pozzo di Urðr della mitologia eddica, anche se il legame resta un'ipotesi.
Il blót nelle saghe di Snorri
Le saghe dei re norvegesi raccolte da Snorri Sturluson nella Heimskringla descrivono anch'esse il blót, in termini diversi. Nella saga di Hákon il Buono si racconta come i contadini di Trøndelag celebrassero il sacrificio:
- si uccidevano animali, soprattutto cavalli;
- il sangue, chiamato hlaut, veniva raccolto in coppe;
- con rametti appositi si spruzzavano di sangue gli altari, le pareti del tempio e i partecipanti;
- la carne veniva cotta e mangiata in un banchetto comune;
- si bevevano coppe in onore di Odino per la vittoria, di Njörðr e Freyr per un buon anno e per la pace.
Il re Hákon, cristiano, si trovò in difficoltà: i contadini pretendevano che partecipasse al rito come avevano fatto i suoi predecessori. Il racconto mostra il blót come atto comunitario e politico, legato alla prosperità di tutti.
Che cosa dice l'archeologia
Presso Gamla Uppsala si trovano grandi tumuli funerari dell'età preistorica e i resti di vasti edifici. Gli scavi hanno individuato strutture di legno e tracce di attività cerimoniali, ma non è stato possibile identificare con certezza il tempio descritto da Adamo. La relazione tra il testo e i resti è tuttora oggetto di studio.
Lettura simbolica
Al di là della durezza delle pratiche descritte, il blót esprime un'idea centrale della religione norrena: lo scambio tra uomini e dèi. Si offre qualcosa di prezioso per ristabilire l'equilibrio, garantire il raccolto, la pace, la vittoria. Il banchetto comune rinsaldava la comunità. Oggi questo tema si può leggere in chiave interiore: ciò che si consacra con sincerità crea un legame, e il legame dà forma alla comunità.
In sintesi
- Adamo di Brema descrisse intorno al 1075 il tempio di Uppsala, senza averlo visitato.
- Nel tempio erano venerati Thor al centro, Wodan e Fricco ai lati.
- Ogni nove anni si teneva una grande festa con sacrifici di nove maschi di ogni specie.
- Snorri descrive il blót come rito comunitario con sangue sacrificale, banchetto e brindisi agli dèi.
- L'archeologia di Gamla Uppsala conferma un luogo centrale, ma non identifica con certezza il tempio.