ᛟ Celti e Norreni

L'uovo di serpente dei druidi: il racconto di Plinio

L'anguinum descritto da Plinio il Vecchio: come nasceva, come lo si raccoglieva, a cosa serviva per i druidi e il cavaliere romano messo a morte da Claudio.

Tra le curiosità raccolte da Plinio il Vecchio nella Naturalis historia, poche hanno avuto fortuna come l'«uovo di serpente» dei druidi, che i Romani chiamavano anguinum. Il passo (XXIX, 52-54) è breve, ma contiene un racconto completo: un'origine meravigliosa, una tecnica di raccolta, una prova di autenticità, un uso pratico e perfino un fatto di cronaca. Vale la pena leggerlo da vicino.

Come nasce l'uovo secondo Plinio

Plinio spiega che in estate innumerevoli serpenti si intrecciano tra loro e, con la saliva e la schiuma dei loro corpi, formano una sorta di palla. Con i loro sibili la sollevano in aria. Chi vuole impadronirsene deve:

  1. afferrarla al volo in un mantello, prima che tocchi terra;
  2. fuggire subito a cavallo, perché i serpenti lo inseguono;
  3. salvarsi soltanto quando un corso d'acqua si frappone tra lui e gli inseguitori.

Plinio aggiunge che i druidi raccomandavano di raccogliere l'uovo in un preciso momento della luna. Ancora una volta, come per il vischio, il calendario lunare scandisce il gesto sacro.

La prova dell'autenticità

Secondo il racconto, un uovo autentico galleggiava contro corrente, anche se legato con l'oro. È una prova che ha la struttura tipica dei racconti sugli oggetti meravigliosi: l'oggetto vero si riconosce perché sfida le leggi naturali.

Plinio lo aveva visto

Il dettaglio più interessante è che Plinio dice di aver visto un anguinum con i propri occhi. Lo descrive come grande quanto una mela rotonda di media misura, con una scorza cartilaginea punteggiata di piccole cavità simili a quelle dei tentacoli di un polpo. Questa descrizione ha fatto pensare a diverse ipotesi:

  • un fossile, come un riccio di mare fossile, oggetto spesso raccolto e deposto anche nelle tombe preistoriche;
  • una massa di uova di animali marini, come quelle di alcuni molluschi;
  • un manufatto, forse una perla di vetro decorata.

Nessuna ipotesi è dimostrata. Ciò che è certo è che un oggetto concreto circolava sotto quel nome e veniva mostrato come prezioso.

A che cosa serviva

Plinio riferisce che, secondo i druidi, l'uovo dava successo nelle liti giudiziarie e facilitava l'accesso ai potenti. Non si tratta quindi di un oggetto legato alla guerra o alla salute, ma alla parola e alle relazioni: un talismano per chi doveva parlare davanti a un giudice o presentarsi a un principe.

Plinio, come spesso accade, commenta con ironia: considera tutto questo una delle tante «vanità dei maghi». Il suo atteggiamento è utile per capire il punto di vista romano: rispetto per l'oggetto raro, sospetto verso la pretesa magica.

Il caso del cavaliere dei Voconzi

Il racconto si chiude con un episodio storico. Plinio scrive che un cavaliere romano appartenente alla popolazione gallica dei Voconzi fu messo a morte dall'imperatore Claudio perché, durante un processo, portava in seno un uovo di serpente. Il dettaglio è importante per tre ragioni:

Aspetto Che cosa mostra
Il personaggio un gallo romanizzato, con rango equestre
L'oggetto un amuleto ancora in uso nel I secolo d.C.
La reazione la durezza di Claudio verso le pratiche druidiche

L'episodio si accorda con quanto dice Svetonio, secondo cui Claudio abolì la religione dei druidi in Gallia. L'amuleto, dunque, non era solo una curiosità: era un segno di appartenenza che poteva diventare pericoloso.

L'eco nel folklore britannico

In Galles e in Cornovaglia il folklore moderno conosce le «pietre di vipera» o «uova di vipera», piccole pietre o perle di vetro forate che si dicevano formate dal respiro dei serpenti riuniti. In gallese si parla di glain neidr. Antiquari del Seicento e del Settecento, come Edward Lhuyd, collegarono queste credenze al passo di Plinio. Il legame è suggestivo, ma non c'è una prova di continuità ininterrotta dall'età romana all'età moderna: è più prudente parlare di un'immagine che è riaffiorata più volte.

La lettura simbolica

Il serpente, nelle tradizioni europee, è spesso legato alla terra, alla rigenerazione per via della muta e alla sapienza nascosta. Un uovo nato dall'unione di molti serpenti è un'immagine di totalità: qualcosa che nasce da forze disordinate e diventa un oggetto compatto e prezioso. La raccolta prima che tocchi terra, la fuga e l'acqua che salva sono tre momenti di un piccolo dramma iniziatico: afferrare, sottrarsi, attraversare una soglia. Lo si può leggere come una parabola della conquista di una conoscenza che non si lascia possedere facilmente.

In sintesi

  • Plinio descrive l'anguinum come una palla formata da serpenti intrecciati e lanciata in aria.
  • Va raccolto in un mantello, in un preciso momento lunare, fuggendo fino a un corso d'acqua.
  • Secondo i druidi favoriva il successo nelle liti e l'accesso ai potenti.
  • Claudio mise a morte un cavaliere dei Voconzi che lo portava durante un processo.
  • Il folklore gallese delle «pietre di vipera» richiama il racconto, senza continuità provata.
☉
Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

Leggi anche