☥ Egitto

Gli amuleti tra le bende della mummia: un corredo di protezione

Amuleti nelle bende delle mummie egizie: colonnetta wadj, poggiatesta, amuleto delle due dita, collari, materiali, colori e capitoli del Libro dei Morti.

Quando gli imbalsamatori egizi avvolgevano un corpo nelle bende di lino, non si limitavano a proteggerlo fisicamente. Tra uno strato e l'altro inserivano piccoli oggetti di pietra, faience, oro o vetro: gli amuleti. Ognuno aveva un significato preciso, una posizione stabilita e spesso una formula del Libro dei Morti da recitare su di esso. Insieme formavano un sistema di protezione che avvolgeva il defunto dalla testa ai piedi.

Un rito, non un ornamento

L'inserimento degli amuleti avveniva durante la fasciatura, che poteva durare molti giorni. Il sacerdote-lettore recitava le formule mentre gli amuleti venivano posati, e i testi stessi specificano spesso il materiale e il punto del corpo in cui collocarli. Un amuleto non era un gioiello: era un oggetto consacrato dalla parola, che agiva in un luogo preciso.

La quantità variava molto. Alcune mummie modeste ne avevano pochi o nessuno; altre, come quella di Tutankhamon, ne contenevano un gran numero, insieme a gioielli e oggetti rituali disposti tra le bende.

I principali amuleti funerari

Oltre al pilastro djed, al nodo tyet e allo scarabeo del cuore, il corredo comprendeva molti altri segni:

Amuleto Posizione tipica Significato simbolico
Colonnetta wadj a forma di papiro Collo o petto Freschezza, verde, rinnovamento
Poggiatesta Sotto o vicino alla testa Sollevare il capo, cioè rialzarsi dalla morte
Collare d'oro largo Sul petto Protezione e libertà di movimento
Avvoltoio d'oro Sul collo o sul petto Protezione materna di Iside e Mut
Amuleto delle due dita Presso l'incisione addominale Sigillo sul taglio dell'imbalsamazione
Placca con occhio udjat Sopra l'incisione Integrità ristabilita del corpo
Squadra e filo a piombo Petto o addome Equilibrio, rettitudine, stabilità
Ba con testa umana Petto Il legame tra l'anima-uccello e il corpo

Diversi capitoli del Libro dei Morti riguardano proprio questi oggetti: il capitolo 159 e il 160 la colonnetta di feldspato verde, il capitolo 166 il poggiatesta, i capitoli 157 e 158 l'avvoltoio e il collare. Le vignette che li accompagnano mostrano spesso l'amuleto stesso.

L'amuleto delle due dita

Tra i più curiosi c'è l'amuleto delle due dita, diffuso in epoca tarda. Raffigura l'indice e il medio accostati, di solito in ossidiana o pietra scura. Veniva collocato vicino all'incisione praticata sul fianco sinistro per estrarre gli organi interni. La sua funzione era simbolica: rappresentare le dita degli imbalsamatori o di un dio, e «sigillare» la ferita rituale. È uno degli esempi più chiari di come il gesto tecnico della mummificazione fosse accompagnato da un gesto magico.

Materiali e colori

La scelta del materiale non era mai indifferente. Gli Egizi attribuivano a ogni pietra e a ogni colore un valore simbolico:

  • cornalina e diaspro rosso: il sangue, la vita, la forza di Iside;
  • lapislazzuli: il cielo notturno e i capelli degli dèi;
  • feldspato verde e turchese: la vegetazione, la giovinezza, la rinascita;
  • oro: la carne incorruttibile degli dèi e la luce del sole;
  • ossidiana e pietre nere: la terra fertile e la protezione della notte;
  • faience: la luce e lo splendore, a un costo accessibile.

Quando un testo prescrive un materiale, sostituirlo poteva alterarne il significato. Per questo i papiri funerari indicano spesso con precisione la pietra richiesta.

Le liste di amuleti

Alcuni papiri e alcune tombe contengono veri e propri elenchi di amuleti. Un papiro di epoca tarda, noto come papiro MacGregor, ne enumera un lungo catalogo, con i nomi di ciascuno. Questi elenchi mostrano che il corredo amuletico era considerato un sistema completo, quasi una seconda armatura del defunto.

La logica del corredo

Ogni amuleto proteggeva una funzione o una parte del corpo: il cuore, la testa, la gola, il respiro, la capacità di muoversi. Messi insieme, assicuravano che il defunto fosse integro, stabile e capace di rinascere. Lo Studio Esoterico Cornelio vede in questo sistema un'espressione esemplare del pensiero egizio: nulla era lasciato al caso, e ogni punto del corpo diventava un luogo di significato.

In sintesi

  • Gli amuleti venivano inseriti tra le bende durante la fasciatura, con formule recitate.
  • Oltre a djed, tyet e scarabeo del cuore, si usavano colonnetta wadj, poggiatesta, collari e avvoltoi.
  • L'amuleto delle due dita sigillava simbolicamente l'incisione dell'imbalsamazione.
  • Ogni materiale e colore aveva un valore simbolico preciso, prescritto dai testi.
  • I capitoli 157-160 e 166 del Libro dei Morti riguardano specifici amuleti funerari.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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