Nel mondo antico pochi personaggi hanno diviso le opinioni come Apollonio di Tiana. Per alcuni fu un sapiente divino, un riformatore religioso, un maestro di vita pitagorica. Per altri fu un mago, un impostore abile nei prodigi. Per altri ancora divenne, nei secoli, un rivale pagano di Cristo. Di lui sappiamo soprattutto ciò che racconta una grande biografia scritta più di un secolo dopo la sua morte.
Le fonti
Apollonio visse nel I secolo d.C. ed era originario di Tiana, in Cappadocia, nell'attuale Turchia. La fonte principale sulla sua vita è la Vita di Apollonio di Tiana, scritta in greco dal sofista Filostrato all'inizio del III secolo. Filostrato dichiara di aver ricevuto l'incarico dall'imperatrice Giulia Domna, moglie di Settimio Severo, donna colta che riuniva attorno a sé un circolo di intellettuali.
Filostrato afferma di aver usato, fra le altre fonti, le memorie di un discepolo di nome Damide, originario di Ninive. Molti studiosi dubitano che queste memorie siano mai esistite e le considerano un espediente letterario. La Vita va dunque letta come un'opera che unisce tradizioni reali, invenzione narrativa e intento filosofico.
Una regola di vita pitagorica
Apollonio è presentato come un seguace rigoroso di Pitagora. La sua disciplina comprendeva:
- l'astensione dalla carne e dal vino;
- l'uso di vesti di lino invece che di lana, considerata di origine animale;
- il rifiuto dei sacrifici cruenti, sostituiti da offerte di incenso e preghiere;
- i capelli lunghi e i piedi scalzi;
- un periodo di cinque anni di silenzio, durante il quale comunicava solo con i gesti e gli sguardi.
Questo stile di vita ne faceva una figura riconoscibile, quasi un sacerdote itinerante, che visitava i templi per riformarne i culti.
I grandi viaggi
Gran parte della Vita è un racconto di viaggio. Apollonio attraversa la Mesopotamia e la Persia e raggiunge l'India, dove incontra i saggi brahmani e il loro capo, Iarca, con cui discute della reincarnazione e della natura del cosmo. Poi visita l'Egitto e risale il Nilo fino all'Etiopia, dove incontra i cosiddetti gimnosofisti, i «sapienti nudi».
Il viaggio ha un significato preciso: Apollonio raccoglie la sapienza di tutti i popoli, mostrando che la vera filosofia non appartiene a una sola nazione.
I prodigi
La Vita attribuisce ad Apollonio numerosi prodigi. Alcuni dei più celebri:
- a Corinto smaschera la sposa del suo discepolo Menippo, rivelando che si tratta di un'empusa, uno spirito che seduce i giovani;
- a Roma riporta in vita, o risveglia, una giovane sposa morta il giorno delle nozze; Filostrato stesso ammette di non sapere se fosse davvero morta;
- a Efeso, mentre parla in pubblico, si interrompe e descrive come se lo vedesse l'assassinio dell'imperatore Domiziano, avvenuto in quello stesso momento a Roma.
Il processo davanti a Domiziano
Uno dei momenti centrali del racconto è il confronto con l'imperatore Domiziano. Accusato di magia e di cospirazione, Apollonio si presenta spontaneamente a Roma, subisce la prigionia e affronta il giudizio. Al termine dell'udienza, secondo Filostrato, scompare dal tribunale e ricompare poco dopo a Dicearchia, l'odierna Pozzuoli, dove lo attendono i suoi discepoli.
Nella Vita Apollonio respinge con fermezza l'etichetta di mago. Filostrato insiste che i suoi prodigi derivavano dalla sapienza e dalla purezza di vita, non da tecniche magiche. È lo stesso confine fra filosofo e mago che ritroviamo nell'Apologia di Apuleio.
Un rivale di Cristo?
All'inizio del IV secolo il funzionario imperiale Ierocle, ostile ai cristiani, scrisse un'opera in cui confrontava Apollonio con Gesù, sostenendo che i prodigi del primo erano superiori. Gli rispose lo storico cristiano Eusebio di Cesarea con un trattato in cui criticava l'attendibilità della Vita.
Una fonte tarda e poco affidabile, la Historia Augusta, racconta inoltre che l'imperatore Alessandro Severo teneva nel suo larario immagini di Apollonio accanto a quelle di Cristo, Abramo e Orfeo.
Balinas: Apollonio nel mondo arabo
La fama di Apollonio non si spense con l'antichità. Nella tradizione araba divenne Balinas, autore di trattati di magia talismanica e di filosofia naturale. A lui fu attribuito il Libro del segreto della creazione, un testo in cui compare una delle più antiche versioni della Tavola di smeraldo, il celebre testo ermetico. Attraverso questa via, il saggio di Tiana entrò anche nella storia dell'alchimia.
In sintesi
- Apollonio di Tiana fu un filosofo pitagorico del I secolo d.C., noto soprattutto dalla Vita di Filostrato.
- La biografia fu scritta all'inizio del III secolo su incarico dell'imperatrice Giulia Domna.
- Apollonio seguiva una rigorosa regola pitagorica e viaggiò fino all'India e all'Etiopia.
- Filostrato gli attribuisce prodigi e una scomparsa dal tribunale di Domiziano, negando che fosse un mago.
- Nella tradizione araba divenne Balinas, associato alla Tavola di smeraldo.