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Il papiro Westcar: i racconti dei maghi alla corte di Cheope

Il papiro Westcar: il coccodrillo di cera di Webaoner, le acque ripiegate di Djadjaemankh, il mago Djedi e la profezia sui re della V dinastia.

Tra i testi letterari egizi, pochi sono così piacevoli da leggere come il papiro Westcar. È una raccolta di racconti di prodigi narrati alla corte del re Cheope, il costruttore della Grande Piramide. I protagonisti sono maghi, quasi sempre capi sacerdoti-lettori, che compiono meraviglie con la parola e con il sapere. Il papiro offre un ritratto vivace di come gli Egizi immaginassero la magia nel loro stesso passato leggendario.

Il manoscritto

Il papiro prende il nome da Henry Westcar, che lo acquistò in Egitto nell'Ottocento; oggi è conservato a Berlino. La copia risale al Secondo Periodo Intermedio, ma i racconti sono ambientati nella IV dinastia, molti secoli prima. L'inizio e la fine sono perduti, e il primo racconto è quasi interamente lacunoso.

La cornice è semplice: Cheope chiede ai suoi figli di intrattenerlo con storie di prodigi compiuti al tempo dei re precedenti. Ogni principe ne racconta una.

I racconti

Racconto Re dell'epoca Mago Prodigio
Primo Djoser Non conservato Testo quasi del tutto perduto
Secondo Nebka Webaoner Il coccodrillo di cera
Terzo Snefru Djadjaemankh Le acque del lago ripiegate
Quarto Cheope stesso Djedi Teste ricongiunte ai corpi

Webaoner e il coccodrillo di cera

Il sacerdote-lettore Webaoner scopre che la moglie lo tradisce con un uomo che si incontra con lei in un padiglione presso il lago. Modella allora un piccolo coccodrillo di cera, lungo sette dita, e pronuncia su di esso una formula. Quando l'amante entra nell'acqua, il servitore getta il coccodrillo nel lago: la figura diventa un coccodrillo vero, lungo sette cubiti, e trascina l'uomo sul fondo. Per sette giorni resta nell'acqua; poi Webaoner lo mostra al re e il coccodrillo torna di cera in mano sua.

Djadjaemankh e il lago

Il re Snefru, annoiato, chiede un rimedio al capo sacerdote-lettore Djadjaemankh. Il mago gli suggerisce una gita in barca sul lago del palazzo, con venti giovani donne ai remi. Durante la gita una vogatrice perde nell'acqua un pendente di turchese a forma di pesce e smette di remare. Djadjaemankh pronuncia una formula e ripiega una metà delle acque sull'altra, come si piega un foglio: il pendente appare sul fondo asciutto, viene recuperato, e le acque tornano al loro posto.

Djedi, il mago centenario

L'ultimo racconto non riguarda il passato ma il presente. Il principe Hardjedef parla al padre di un uomo di nome Djedi, che ha centodieci anni, mangia ogni giorno una grande quantità di pane e di carne e beve molta birra. Djedi sa riattaccare una testa tagliata, sa domare un leone e conosce il numero delle stanze segrete del santuario di Thoth, che Cheope desidera per la propria piramide.

Condotto a corte, Djedi rifiuta di compiere il prodigio su un prigioniero umano, perché, dice, non è lecito farlo sul «nobile gregge» di dio. Lo compie invece su un'oca, su un uccello e su un bue: le teste tagliate si riavvicinano ai corpi e gli animali si rialzano.

La profezia finale

Djedi annuncia poi che il segreto cercato dal re sarà rivelato da altri: tre figli che nasceranno a una donna di nome Ruddjedet, moglie di un sacerdote di Ra. I tre bambini diventeranno re. Il papiro racconta la loro nascita, assistita da Iside, Nefti, Meskhenet, Heqet e Khnum, che giungono travestiti da musicisti e danzatrici. Il testo si interrompe mentre la storia prosegue.

Molti studiosi leggono in questa profezia una legittimazione della V dinastia, i cui primi re vengono presentati come figli di Ra, nati per volere divino.

Che cosa ci dice sulla magia

Il papiro Westcar mostra alcuni tratti costanti del pensiero egizio:

  • la magia è un sapere professionale, legato al libro e alla figura del sacerdote-lettore;
  • funziona attraverso immagini e parole: il coccodrillo di cera, la formula pronunciata;
  • ha limiti morali: Djedi rifiuta di agire sugli esseri umani;
  • è al servizio della regalità, che ne è testimone e garante.

Lo Studio Esoterico Cornelio considera questo testo un documento prezioso proprio perché non è un manuale: è il racconto, pieno di ironia e di meraviglia, di come una civiltà vedeva i propri sapienti.

In sintesi

  • Il papiro Westcar raccoglie racconti di prodigi narrati alla corte di Cheope.
  • Webaoner anima un coccodrillo di cera per punire l'amante della moglie.
  • Djadjaemankh ripiega le acque del lago per recuperare un pendente.
  • Djedi ricongiunge teste e corpi di animali, ma rifiuta di farlo su un uomo.
  • La profezia finale annuncia la nascita dei primi re della V dinastia.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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