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I Testi delle Piramidi: le formule più antiche, da Unas in poi

I Testi delle Piramidi di Saqqara: la piramide di Unas, la scoperta di fine Ottocento, il destino stellare e solare del re e le formule contro serpenti.

Le grandi piramidi di Giza non contengono iscrizioni nelle camere interne. Le pareti che «parlano» arrivano più tardi, in piramidi più piccole e meno celebri della necropoli di Saqqara. Qui, a partire dal regno di Unas, ultimo sovrano della V dinastia, le camere funerarie furono coperte di colonne di geroglifici: sono i Testi delle Piramidi, il più antico corpus di formule religiose e magiche dell'umanità giunto fino a noi in forma estesa.

Una scoperta di fine Ottocento

Per secoli le piramidi di Saqqara furono considerate mute. Fu solo negli anni 1880-1881, durante i lavori diretti da Gaston Maspero, allora a capo del Servizio delle Antichità d'Egitto, che vennero aperte le camere di alcune piramidi della V e VI dinastia e si scoprì che erano interamente iscritte. Maspero pubblicò i testi negli anni successivi, aprendo un campo di studio che non si è mai chiuso.

Oltre a Unas, testi analoghi si trovano nelle piramidi di Teti, Pepi I, Merenra e Pepi II, e anche in quelle di alcune regine della VI dinastia. Per tutto l'Antico Regno questi testi restano un privilegio regale.

Come sono organizzati

Gli studiosi chiamano le singole unità «formule» o, con un termine diffuso dalle traduzioni inglesi, «enunciati». L'egittologo tedesco Kurt Sethe ne pubblicò un'edizione critica all'inizio del Novecento e la sua numerazione è ancora usata.

La disposizione nelle camere non è casuale. In linea generale:

  • nella camera del sarcofago si trovano testi legati alle offerte e alla resurrezione del corpo;
  • nell'anticamera e nei corridoi prevalgono formule di passaggio, ascensione e protezione;
  • il percorso dei testi accompagna idealmente il re dall'interno verso l'uscita, cioè verso il cielo.

Il re tra le stelle e il sole

I Testi delle Piramidi descrivono il destino del re con immagini diverse che convivono senza contraddizione per la mentalità egizia:

  1. Destino stellare: il re si unisce alle «stelle imperiture», quelle circumpolari che non tramontano mai.
  2. Destino solare: il re sale sulla barca del sole e accompagna il dio nel suo viaggio.
  3. Destino osiriaco: il re è identificato con Osiride, morto e rinato, e il figlio Horo compie per lui i riti.

Le modalità dell'ascesa sono molto concrete: una scala, una rampa di raggi solari, il volo come falco o come oca, il fumo dell'incenso. Il linguaggio è ricco di immagini che sarebbe un errore leggere come semplici metafore: per i sacerdoti che li composero, erano descrizioni di una realtà rituale.

Formule contro serpenti e pericoli

Una parte notevole dei Testi delle Piramidi è costituita da formule apotropaiche, cioè destinate ad allontanare il male. Molte sono rivolte contro serpenti, scorpioni e altri animali pericolosi. Hanno un linguaggio breve, spesso oscuro, con suoni ripetuti e frasi rivolte direttamente al serpente.

Un dettaglio rivela la mentalità magica degli scribi: in alcune piramidi i geroglifici che raffigurano animali potenzialmente pericolosi, come serpenti o scorpioni, sono stati tracciati incompleti o tagliati. Poiché l'immagine scritta poteva prendere vita, era prudente renderla innocua già sulla parete.

Il cosiddetto «Inno cannibale»

Tra i testi più discussi c'è un brano noto come «Inno cannibale», presente nella piramide di Unas. Il re vi è descritto mentre caccia e «mangia» gli dèi, assimilandone la forza e la magia. Non si tratta di un riferimento a pratiche reali, ma di un'immagine potentissima: il sovrano defunto diventa più forte di ogni potenza assorbendo in sé l'heka divina. È uno dei passaggi che mostrano quanto la forza magica fosse considerata una sostanza da acquisire.

Eredità

I Testi delle Piramidi non scomparvero con la fine dell'Antico Regno. Molte formule passarono nei Testi dei Sarcofagi del Medio Regno e poi nel Libro dei Morti, talvolta riadattate a persone non regali. Alcune ricompaiono ancora in tombe e papiri di epoca tarda, segno che i sacerdoti continuavano a copiarle e studiarle come patrimonio venerabile.

Elemento Antico Regno Epoche successive
Destinatario Re e regine Anche funzionari e privati
Supporto Pareti di pietra Sarcofagi, papiri, oggetti
Lingua Egiziano antico Formule riprese e adattate

In sintesi

  • I Testi delle Piramidi compaiono per la prima volta nella piramide di Unas a Saqqara.
  • Furono scoperti nel 1880-1881 durante i lavori diretti da Gaston Maspero.
  • Descrivono il destino stellare, solare e osiriaco del re defunto.
  • Contengono molte formule contro serpenti e animali pericolosi.
  • Il loro patrimonio passò ai Testi dei Sarcofagi e al Libro dei Morti.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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